Anno XI 
Martedì 21 Aprile 2026
Spazio disponibilie

Scritto da Luciano Luciani
Cultura
12 Giugno 2023

Visite: 1164

In occasione del 144° anniversario della morte di Tito Strocchi (1846 - 1879), Roberto Pizzi, in rappresentanza del “Comitato per la promozione dei valori risorgimentali” di Lucca, ha deposto una rosa rossa sulla tomba dell’eroe di Digione, figura centrale del movimento laico e democratico lucchese postunitario. Così Tito raccontava il tumulto della passione politica che lo agitava: “Mi abbrucia il desio di una vita nuova, varia, piene di emozioni. Anelo trovarmi nel fuoco della mischia e conoscere me stesso in mezzo ai pericoli. Questa vita che conduciamo e una vita da oche; a noi che arde il sangue dei vent’anni abbisogna una vita di avventure, io anelo provare una qualche emozione forte, sia pure quella della paura… Io anelo poter dire un giorno, se vivrò, anch’io ho fatto qualche cosa per la patria mia, io non sono indegno dei miei genitori.”

E così ne compendiava la figura e l’opera, Giosuè Carducci nell’epigrafe che appare sulla sua tomba nel cimitero urbano di Lucca.

SE FORTEMENTE SENTIRE È DA ROMANI ONORATE O CITTADINI LA TOMBA DI TITO STROCCHI MORTO A TRENTATRE ANNI IL XII GIUGNO 1879. NOBILI COSE PENSÒ DEGNE SCRISSE COMBATTÈ VALOROSO NEL TRENTINO E NELL’ AGRO ROMANO E IL 23 GENNAIO ’87 A DIGIONE NULLA CHIESE E NULLA EBBE DAL MONDO SE NON TARDA PIETÀ “: parole che lasciano adombrare un rapporto conflittuale tra la città e la memoria del militante repubblicano. Parzialmente sanato nel 1913 dal monumento di Francesco Petroni nel loggiato di Palazzo Pretorio, ma riacutizzatosi negli anni del fascismo. Non si dimentichi, infatti, che il 3 gennaio 1925, nelle stesse ore in cui Mussolini, col discorso alla Camera dell’Aula sorda e grigia si assumeva tutte le responsabilità del delitto Matteotti, annunciava provvedimenti repressivi e autoritari e imprimeva una svolta decisiva in direzione della dittatura, i fascisti lucchesi assaltavano e devastavano la sede della Fratellanza Artigiana in Corte Sbarra; distruggevano carte e documenti tra cui alcuni autografi di Mazzini e Garibaldi e trascinavano la camicia rossa di Tito Strocchi come un trofeo per le vie della città.

Il Museo del Risorgimento di Lucca racconta oggi la breve esistenza di Tito con una bella vetrina, ricca degli oggetti che gli appartennero.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

A cent'anni dalla prima della Turandot, avvenuta alla Scala di Milano il 25 aprile 1926 sotto la…

Si svolgerà giovedì 23 aprile la “serata francescana” che, mensilmente si tiene presso il convento di San Francesco,…

Spazio disponibilie

Il cuore creativo di Viareggio varca i confini comunali per approdare a Cerveteri (RM), dove il prossimo 25…

Nel percorso di ascolto e confronto con la città, proseguono gli incontri pubblici organizzati dalle liste a sostegno…

Spazio disponibilie

Sabato 25 aprile alle 21.15 al teatro Colombo di Valdottavo. Preparatevi a una serata di risate e…

Il sindaco Mario Pardini insieme all'assessore all'istruzione Simona Testaferrata consegneranno giovedì prossimo, 23 aprile, i primi testi della…

Scrivere da romano. Successo per il laboratorio di scrittura antica tenuto dall'archeologo Alessandro Giannoni venerdì 17 aprile al Museo Athena di Capannori,…

Venerdì 24 aprile alle ore 17 presso la Sede dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, Via Veneto…

Spazio disponibilie

“Più che a un’assemblea pubblica sul canone pubblicitario, ho assistito alla sagra degli errori macroscopici commessi nella determinazione…

L'Europa settecentesca vista attraverso gli occhi di un diplomatico lucchese nella sua quotidianità: è questo il tema dell'incontro…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie