“Con stupore e viva preoccupazione abbiamo appreso la notizia dell’imminente sfratto che gli amministratori di Lucca hanno dato al museo cittadino del risorgimento dall’attuale sede del palazzo Ducale”: così esordisce la sezione AMI (Associazione Mazziniana Italiana) Versilia.
“Attualmente non appare ancora chiaro a quale sorte andrà incontro l’importante istituto museale. Davanti a questa inattesa novità il pensiero dei mazziniani versiliesi e lucchesi è andato al professor Luciano Luciani, che per molti anni con competenza e passione ha profuso il suo impegno disinteressato per la gestione e valorizzazione del museo, fondamentale punto di riferimento per la memoria politica, storica e culturale non solo della città di Lucca, ma anche dell’intera provincia e regione Toscana- prosegue l’associazione- Viviamo tempi cupi, e decisioni improvvide come questa testimoniano, con l’insensibilità e l’insipienza di chi oggi amministra la vita pubblica locale e non solo, la pericolosa tendenza a cancellare la memoria più nobile del nostro passato, e con essa le radici stesse della nostra democrazia repubblicana. Un triste segno dei tempi, a danno soprattutto dei giovani, componente fragile di una società sempre più povera di memoria e di riferimenti valoriali”.
“Non potendo mettere in campo azioni concrete, auspichiamo che contro tale risoluzione si manifesti la forte presa di posizione delle forze politiche democratiche lucchesi, unitamente a quella dell’opinione pubblica più attenta e sensibile alla tutela del patrimonio storico e culturale dell’intera collettività. Nell’attesa di ulteriori sviluppi, i mazziniani della Versilia e di Lucca rivolgono un appello agli amministratori locali, invitandoli a ripensare una decisione poco logica che appare nociva per la dignità e il valore della nostra memoria storica e civile”, è la conclusione.



