Da qualche giorno le impalcature sono state rimosse, ma adesso la notizia è ufficiale: il restauro e la riqualificazione funzionale del campanile della Chiesa di San Michele in Foro è terminato.
Una campagna attesa e necessaria, iniziata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che tra l’altro ha curato direttamente i lavori, affidati alle competenze degli architetti Leonardo Casini e Patricia Cid, supportati da Alessandro Lenci e Massimiliano del Bino per il progetto strutturale da Paolo Cecchettini per il restauro degli elementi lapidei.
“La rilevanza religiosa, culturale e civile della Chiesa e del Campanile di San Michele - ha commentato il presidente della Fondazione Massimo Marsili – è indiscutibile. Il restauro della torre campanaria e la sua destinazione rappresentano per la città un’ulteriore fonte do consapevolezza della sua storia e delle proprie radici e per la Fondazione la perfetta esemplificazione di una prassi operativa virtuosa: la restituzione alla comunità dei propri inestimabili beni culturali coniugando la tutela e la conservazione con la volontà di dargli nuova vita e nuove occasioni di visita e conoscenza.”
“È motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato il Sindaco di Lucca, Mario Pardini – essere qui oggi, nella festa di San Michele, a celebrare la restituzione alla città di uno dei suoi simboli più iconici. La chiesa, il campanile, la piazza sono da secoli il cuore pulsante della città, tanto da punto di vista religioso, quando sotto la prospettiva del vivere civile. Oggi sono qui soprattutto per ringraziare tutti gli ‘attori’ che hanno consentito questa bellissima esperienza di recupero: la Parrocchia, la Fondazione, la Soprintendenza e ovviamente progettisti e maestranze. Un lavoro di squadra esemplare per la riqualificazione di un bene comune.”
“Così come le altre torri campanarie di Lucca, il campanile di San Michele in Foro - ha dichiarato Don Lucio Malanca, parroco del Centro storico - non rappresenta soltanto un elemento architettonico o religioso: la sua altezza, la posizione centrale e la risonanza delle campane hanno da sempre scandito il tempo della comunità, indicato momenti di culto, eventi civili e segnali di emergenza, diventando un punto di riferimento visivo e sonoro riconoscibile da ogni angolo della città. Questa "restituzione" è frutto, oltre che delle competenze di tutti coloro che si sono appassionati a questo lavoro, dell’importante intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della partecipazione del Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza di Lucca, Massa Carrara e Pistoia, a cui va, da parte della parrocchia, un “grazie” sincero e sentito:”
“Si è conclusa la prima fase del progetto San Michele rinnovato - aggiunge Ilaria Boncompagni, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza – con il restauro del Campanile, grazie al finanziamento di Ministero e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ha interessato l’apparato lapideo interno ed esterno, la cella campanaria con le sette campane e ha ripristinato la scala interna, offrendo alla città la possibilità di salire e visitare l’ambiente, vedere da vicino le campane e scoprire lo splendido panorama. Un cantiere esemplare, un anno di lavoro, una squadra di professionisti e operatori che ha lavorato con grande passione e competenza, un intervento complesso e necessario che ha portato nuova conoscenza e spunti per nuovi approfondimenti.”
IL RESTAURO
L’intervento, durato complessivamente un anno, si è articolato in tre direzioni principali: il restauro delle superfici, la riqualificazione degli interni e il recupero delle campane. In particolare, l’eliminazione delle patine ha permesso di riportare alla luce la reale consistenza materica dei prospetti — con particolare riguardo per quelli meno conosciuti dell'interno — consentendo di apprezzarne appieno l’importanza. Contestualmente, si è resa necessaria la sostituzione delle scale e degli orizzontamenti, ormai pericolanti e compromessi nella stabilità. Il nuovo corpo scale è stato concepito per rimanere in subordine e armonizzarsi con la struttura, richiamando le forme e i materiali tipici dell’edilizia premoderna. Infine, l’intervento sulle campane ha previsto il restauro degli importanti antichi bronzi e la loro ricongiunzione ai mozzi originali conservati alla base della torre, dai quali erano stati separati nella seconda metà del Novecento.
Se gli interventi strutturali sono sostenuti dalla Fondazione CRL con 1,7 milioni, importante è il contributo del Ministero della Cultura che stanziando la cifra di 380 mila euro ha consentito il restauro delle antiche campane.
LA STORIA
San Michele è più che una chiesa. È lo storico fulcro politico e sociale della città, e non solo perché sorge sull’antico Foro, ma soprattutto perché a questo ruolo è stata chiamata dalla comunità secolo dopo secolo.
Se le origini della basilica risalgono all’XI secolo, la presenza del campanile è attestata per la prima volta in un documento del 1170, quando doveva presentare un aspetto del tutto simile all’attuale, caratterizzato da un serie di monofore che ascendendo diventano bifore e quindi trifore. Sappiamo poi che una delle attuali campane venne fusa nel 1215, cui ne seguono altre tre nel 1258 e un’altra ancora nel 1273, mentre, vera curiosità, nel XIV secolo, durante il periodo dell’occupazione pisana, il campanile fu abbassato di un ordine.
Numerosi poi nei secoli gli interventi di restauro e modifica, fino ad arrivare al 1983, quando un fulmine ne colpisce la copertura con conseguenti lavori di risanamento, e al 1986, quando il parroco, lamentando le cattive condizioni delle scale, auspica che con “un idoneo rinnovamento potrebbe inoltre essere soddisfatta la sempre più consistente domanda di quanti (lucchesi e turisti) richiedono di poter accedere alla cella campanaria per fruire del panorama della città”.



