Personale della Squadra Mobile è intervenuto a seguito di una segnalazione pervenuta tramite il Numero Unico di Emergenza 112 relativa a un tentativo di truffa ai danni di una donna residente nel territorio lucchese.
La vittima aveva riferito di essere stata contattata telefonicamente da un uomo che si era qualificato come Maresciallo dei Carabinieri. Nel corso della conversazione, il sedicente militare le aveva rappresentato che la sua autovettura sarebbe stata coinvolta in una rapina e che un presunto funzionario del Tribunale si sarebbe recato presso la sua abitazione per verificare la provenienza dei beni di valore in suo possesso. Alla donna veniva quindi richiesto di raccogliere e preparare oggetti preziosi e denaro contante da esibire al funzionario. La vittima aveva pertanto predisposto circa 1,3 chilogrammi di oggetti in oro e circa 2.000 euro in contanti. Nel frattempo, gli operatori della Squadra Mobile, allertati dalla segnalazione, si appostavano nell'abitazione.
Poco dopo, un uomo si presentava presso l'abitazione della donna con l'intento di impossessarsi dei beni. Gli agenti intervenivano immediatamente sorprendendolo sul fatto e accompagnandolo negli uffici della Questura per le procedure di identificazione.
Nel corso della successiva perquisizione personale veniva rinvenuta sostanza stupefacente risultata positiva ai cannabinoidi, motivo per cui l'uomo veniva altresì segnalato ai sensi dell'art. 75 del D.P.R. 309/1990.
Alla luce degli elementi raccolti, il soggetto veniva tratto in arresto per il reato di truffa aggravata dalla minorata difesa.
Al termine delle formalità di rito, l'arrestato veniva trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria competente, che disponeva il giudizio con rito direttissimo.
All'esito, è stato notificato provvedimento di aggravamento della misura dell'obbligo di dimora con quella della custodia cautelare in carcere di cui era già destinatario per fatti analoghi commessi a Reggio Emilia il 18 giugno u.s.
Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna. Fino a tale momento vige la presunzione di non colpevolezza.



