Ieri pomeriggio, a Pescaglia, i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia e della Stazione di Ponte a Moriano, traevano in arresto un 31enne ed una 29enne, entrambi italiani residenti in provincia di Avellino, disoccupati, pregiudicati, per il reato di tentata truffa aggravata in concorso.
Alle ore 16:00 circa di ieri, una signora 71enne che vive nel comune di Pescaglia (LU), veniva contattata all’utenza telefonica domestica da due uomini, che alternandosi in una lunghissima chiamata che durava quasi due ore, la informavano che era stata perpetrata una rapina con un’autovettura Fiat Punto di colore bianco, che risultava di sua proprietà, avvertendola delle gravi conseguenze previste in caso di complicità. La donna, spaventata, negava gli addebiti ed i due uomini al fine di stancarla per farle perdere ulteriormente lucidità, la invitavano sotto dettatura a produrre una dichiarazione con la quale negava il possesso del veicolo e le dettavano una serie lunghissima di codici alfanumerici, obbligandola più volte a rileggerglieli. Il documento e i codici avrebbe dovuto consegnarli ad un collega che a breve si sarebbe recato a casa. Dopo circa un’ora di conversazione, i sedicenti finanzieri chiedevano alla signora se era in possesso di armi e munizioni e se aveva preziosi e monili in oro in casa, facendole fare un accurato elenco di questi ultimi, invitandola poi, per agevolare il recupero da parte dei compici, a portarli al piano di sotto. Il pretesto utilizzato per convincerla, era quello che sarebbero stati visionati ed eventualmente ritirati da alcuni colleghi che l’avrebbero raggiunta a casa, ciò al fine di escludere che potessero essere il provento della predetta rapina. Nel proseguo della conversazione, i malfattori chiedevano all’anziana signora l’indirizzo preciso di casa e la descrizione accurata del prospetto esterno, al fine di dare indicazioni puntuali ai complici. Alle successive ore 17:25, a bordo di un’autovettura presa a noleggio, presso la casa della signora si presentava una coppia. La donna, poi identificata nella 29enne, rimaneva in macchina, mentre l’uomo, poi identificato nel 31enne, si presentava a casa della 71enne e dopo essersi qualificato come “finanziere”, entrava all’interno del cortile, dove veniva fermato ed immobilizzato dai Carabinieri, che allertati dalla figlia, anch’essa Militare dell’Arma, avevano circondato la casa.
Il 31enne, dopo le formalità di legge, veniva trattenuto nella camera di sicurezza della compagnia Carabinieri di Lucca, mentre la donna a causa del suo stato di gravidanza, veniva tradotta in una struttura ricettiva di Lucca, entrambi in attesa dell’udienza di convalida prevista per questa mattina.



