Non vorrei fare torto a tutte le guide turistiche, accompagnatori e accompagnatrici, della Notte Bianca che si è vissuta a Lucca. Non potrei farlo perché non li ho visti svolgere il loro lavoro. Ho seguito però Giada, nell’unico evento serale che mi ero programmata di scoprire. È la mia esperienza di una serata di fine agosto, di cui mi fa piacere scrivere.
Nonostante viva a Lucca da molti anni, non ero mai stata attratta dall’atmosfera che si sarebbe potuta respirare in questo evento che si ripete dal 2012. Chi, al contrario di me, c’era stato e me lo aveva raccontato, lo aveva fatto con entusiasmo, ma la mia curiosità non era stata abbastanza stuzzicata. Sono una grande ammiratrice dei Comics e dei giorni colorati che la città offre, pieni di idee e gioventù, quindi il motivo non è certo perché io sia una che tra la gente non ci voglia stare. La Notte Bianca non mi attraeva, pensando a una marea di persone sparpagliate per le strade con il solo scopo di fare tardi. Quest’anno invece, leggendo proprio in un articolo de La Repubblica di Lucca, le iniziative che si sarebbero svolte, ho deciso. Nel 2026 le visite con guida, che al contrario delle precedenti edizioni sarebbero state non itineranti, hanno attirato la mia curiosità e ho prenotato. Il calendario degli incontri che si sarebbero svolti nei sotterranei delle Mura, era appetibile, ma possibile solo sceglierne uno a persona. Io ho scelto: Baluardo Santa Croce, ‘Pelleria, un quartiere fra Sante e Peccatrici’. Mi intrigava poter scoprire storie di certe donne lucchesi, nel periodo medioevale e successivo.
Già conoscevo il sotterraneo dove l’evento avrebbe avuto luogo e lì mi sono diretta. All’ingresso ho trovato alcuni partecipanti in attesa. Una ragazza, gentile e carina, con in mano fogli scritti e penna, ha chiesto a me e al mio accompagnatore, i nostri nomi. Un bell’uomo, anche lui componente dell’organizzazione, ci ha proposto di entrare aspettando il momento dell’ingresso ufficiale alla visita guidata, per poter ammirare la mostra di pannelli storici appesi alle pareti interne. Dopo poco, la ragazza che ci aveva chiesto sorridendo le nostre generalità, ci ha invitato a seguirla. Con lei abbiamo raggiunto un luogo dove sedie nere ci aspettavano per seguire in comodità, la storia che io avevo scelto. Era una bella atmosfera.
Giada si è presentata ufficialmente a noi e dopo i dovuti ringraziamenti di obbligo agli organizzatori della Notte Bianca, ha iniziato il proprio compito impegnandosi nel racconto delle cronache del passato, condividendo a tutti i presenti conoscenza culturale e memoria appassionata.
Io, però, non vi parlerò di Storia, né vi racconterò quello che ho udito in quei quarantacinque minuti piacevoli sulle storie di donne lucchesi ‘sante e peccatrici’.
Voglio invece scrivere per dare un attestato di merito a Giada, guida turistica abilitata come sta scritto sul suo biglietto da visita, che io le ho chiesto alla fine, salutandola. E ripeto quello che ho scritto all’inizio: non vorrei fare torto a tutti gli altri operatori del settore, ma l’entusiasmo e la capacità di Giada mi hanno colpito positivamente. Quindi, ringraziando lei, per la sua passione e per il piacere che mi ha fatto provare ascoltandola, allargo anche a tutti gli altri suoi colleghi, il mio grazie. Ecco, questo è il motivo per il quale ho voluto scrivere il mio pezzo.



