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Martedì 26 Maggio 2026
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Scritto da aldo grandi
Cronaca
25 Maggio 2026

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Esattamente nel 2025, ricevemmo la proposta di acquisto della Gazzetta di Lucca, il quotidiano on line che avevamo fondato nel 2011 e che, senza saperlo, sarebbe diventato un esempio e una novità nel panorama vetusto dell'informazione lucchese. Una società di Malta, specializzata nell'acquisto e nella vendita di testate on line, ci scrisse che era interessata alla Gazzetta per conto di un cliente italiano di cui, pero ovvie ragioni, non poteva e non voleva farci il nome. Per farla breve, ci accordammo sulla cifra di 75 mila euro, ma poiché avevamo il timore di chissà quale truffa e visto che comptetente per ogni questione era il foro di Londra, decidemmo di scendere a 65 mila euro con pagamento immediato e accredito sul conto corrente. Dobbiamo essere onesti: quando vedemmo i soldi arrivati regolarmente, restammo basiti. Allora il nostro quotidiano tanto disprezzato dagli altri, valeva effettivamente qualcosa. Non ci interessò sapere per quale ragione volevano comprare la Gazzetta, bastava che ci avessero pagato. A oltre un anno di distanza, la Gazzetta di Lucca non esiste più. Segno che è stata acquistata solo e soltanto per 'ucciderla' e toglierla dalle scatole perché, probabilmente, dava fastidio. O per quello che scriveva o per quanti lettori aveva. Se si pensa che a luglio avevamo toccato il record di sempre con 220 mila visitatori unici assoluti, si può avere una idea del valore del giornale. Inoltre, con l'avvento di Roberto Vannacci che avevamo scoperto a Marina di Pietrasanta intervistandolo per primi in Italia, ogni articolo superava le 10 mila visualizzazioni.

Gli inizi della Gazzetta non furono facili. Con noi avevamo Fabrizio Vincenti, un caro amico che ci fu vicino anche dopo la morte di nostro figlio. Purtroppo il rapporto si deteriorò, forse anche per colpa nostra, fatto sta che a lui restò Gazzetta Lucchese e noi procedemmo con La Gazzetta di Lucca. Ricordiamo come se fosse ora che il primo mese di presenza on line, facemmo a malapena 5 mila visitatori unici. Il nostro tecnico era Marco Ferrari, anche lui un caro amico che ci segue alle cene che, meno frequentemente di un tempo, organizziamo. Avevamo diversi collaboratori, ragazzi pieni di voglia di fare. Molti di loro sono rimasti nel settore della comunicazione, chi come giornalista a tutti gli effetti, chi come addetto stampa. Noi eravamo molto carichi, avevamo preso molto sul serio l'iniziativa, avevamo appena 50 anni e ci sentivamo come leoni. Il giornale aveva un fotografo di eccezione, Fiorenzo Sernacchioli, un fratello ancor più che un collaboratore. Fu lui, una sera di dicembtre del 2011, a recarsi al cinema Moderno dove era in programma un film di Leonardo Pieraccioni e, guarda caso, c'era anche lui, interprete e regista. Mentre parlava sul palco di fronte ad una sala gremita, si accorse che alle sue spalle si muoveva qualcuno. Era Sernacchioli con il suo obiettivo che voleva immortalare da una posizione strategica. Ne nacque un siparietto simpatico dove fu citata proprio La Gazzetta di Lucca più volte da Pieraccioni e qualcuno riprese la scena. Fu un successo e pubblicammo il video sul giornale a testimonianza della nostra esistenza. Beata gioventù! Ripensandoci oggi, non ci verrebbe nemmeno in mente di cimentarci in una cosa del genere, ma eravamo entusiasti oltre ogni limite.

Il giornale, sapevamo benissimo, poteva mantenersi solo con la pubblicità, ma il problema era che qualcuno, questa pubblicità, doveva andare a procurarsela. Non c'era un cane disposto a provarci. Dovevamo farlo noi gli unici, a dire il vero, con la faccia come il c..o. Così, abitavamo a San Filippo, un pomeriggio decidemmo che era giunta l'ora di volare e poiché vola solo chi osa farlo, ci gettammo nella mischia. Giurammo a noi stessi che se non fossimo stati capaci di trovare almeno sei o sette contratti pubblicitari, avremmo interrotto ogni pubblicazione. Andammo in vari negozi, carichi a pallettoni e l'obiettivo era trovare chi fosse disposto, come inizio, a versare 100 euro in cambio di un piccolo banner all'interno di una pagina contenente solo e soltanto questi bannerini. Rientrammo con sei contratti, 600 euro, nulla, ma quanto bastava per farci sentire in pace con noi stessi. Del resto avevamo lasciato La Nazione e se anche ci aveva coperto d'oro o quasi per toglierci dalle scatole, sapevamo benissimo che per arrivare alla fatidica pensione mancava ancora troppo tempo. Di quella Gazzetta non si può non ricordare una, all'epoca, ragazza proveniente da Vicenza, la quale aveva in testa di fare la giornalista ed era venuta a Lucca insieme al fidanzato. La ricevemmo in un ufficio che avevamo in viale Castracani e ad essere sinceri, con quell'accento veneto, non è che ci fece una grande impressione. Ci disse che era laureata in critica letteraria se non erriamo e noi gli rispondemmo che quella laurea, in questo mestiere, non serviva a un c...o. Davvero una educazione e una gentilezza d'altri tempi, ma eravamo fatti così ed eravamo fatti male. La scomparsa di nostro figlio, poi, aveva accentuato certe nostre caratteristiche per cui eravamo ancora più irruenti ed esagitati che mai.

Questa aspirante collaboratrice ci chiese alcune informazioni, poi, siccome non ne potevamo più, la liquidammo dicendo che se voleva poteva ripassare fra 15 giorni. Totale fu la nostra sorpresa quando ci chiamò al telefono per dirci che accettava la proposta. Guadagni zero, ma lei ci stava lo stesso. Restammo basiti. E rimanemmo di stucco anche alcuni mesi dopo, quando ci accorgemmo che non soltanto ci metteva impegno, ma era anche portata per il mestiere e non avvertiva la fatica. Scriveva anche tre articoli al giorno e tutti perfetti o quasi, bastava copiarli e impaginarli. Di tutti i collaboratori era sicuramente quella che si impegnava di più. Il suo nome era ed è Silvia Toniolo attualmente alla redazione di NoiTv. Dobbiamo essere onesti e ammettere che in tutti questi anni non c'è stata un'altra giornalista in grado di spaziare dalla cronaca bianca alla cronaca rosa, dai consigli comunali alle interviste alla cronaca nera. Aveva la passione necessaria per far sì che il giornalismo non fosse solamente un lavoro, ma anche un piacere. Poteva anche capitare e capitò, che la sua smania della perfezione, la conducesse a chiederci di leggere subito dopo averlo scritto, un articolo di commento sulla seduta di consiglio comunale che si era seguita dal vivo e non a casa con le chiappe sul divano davanti alla TV. E noi, puntuali, consigliavamo perché vedere una persona che adorava il mestiere per il quale noi avevamo sputtanato una intera esistenza, non poteva che esaltarci. Toniolo è stato il primo e unico articolo 1 della Gazzetta diventando giornalista professionista e volando verso altre mete. Attualmente, a Inluccaveritas.it abbiamo un'altra ragazza con i numeri davvero impressionanti per poter fare questo lavoro. Si chiama Irene Decorte ed è realmente brava. Sono passati tanti anni e la nostra carica inesauribile e inesausta non è più la medesima e dopo quasi 30 processi e altrettanti esposti disciplinari all'ordine dei giornalisti di Roma, la grinta e la rabbia si sono un po' attenuate. Colpa dell'età? Forse, ma più facile si tratti di colpa del portafoglio e di tutti i soldi che abbiamo dovuto pagare per le cause perse perché, a onor del vero, ne abbiamo vinte tante, ma due o tre sono bastate a stenderci.

(17 - Continua)

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