“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto” (Sergio Leone, Per un pugno di dollari, 1964). Parafrasando la celebre citazione potremmo chiosare che “quando un cittadino semplice si scontra con un’istituzione è quest’ultima che tende a prevalere”: è il mio caso. Infatti, è mia ferma intenzione continuare a fare tutto il possibile per evitare la chiusura del Museo del Risorgimento di Lucca e/o la sua delocalizzazione in altra sede. Il MuR lucchese sta bene dov’è! Perché proprio per quegli ambienti è stato pensato, organizzato, progettato investendoci sopra anche somme di qualche rilievo e qualsiasi altra ricollocazione ne impoverirebbe il messaggio e la proposta.
Invece, il Museo va convenientemente finanziato; sistemato nella parti sottoposte a degrado (gli audiovisivi); promosso in maniera sistematica presso la comunità lucchese, segnatamente le scuole, ma non solo; riorganizzato secondo organismi e criteri trasparenti: un qualificato comitato di gestione, un presidente, un direttore che discutano di programmi, iniziative e manifestazioni coerenti con la sua ragione culturale.
Al contrario, per nulla rassicuranti, anzi opachi e ambigui, risultano i comunicati stampa provenienti da Palazzo Ducale che non sciolgono nessun dubbio intorno ai destini di questo importante deposito di memorie ragionate, locali e nazionali.
Stando così le cose, in una situazione di poca o punta chiarezza, in attesa di sviluppi, mi auguro, positivi, ne approfitto per ringraziare quanti, a titolo personale o a nome di associazioni operanti sul territorio provinciale, hanno voluto esprimere la loro vicinanza e solidarietà al MuR e ai suoi operatori volontari. Tra questi voglio ricordare: Daniele Bianucci, consigliere comunale; Stefano Baccelli, presidente dell’Amministrazione provinciale di Lucca dal 2006 al 20215 e già assessore regionale ai trasporti; Maurizio Sacchelli, a nome dell’Associazione Mazziniana versiliese; Simonetta Simonetti per la Federazione Italiana Volontari della Libertà di Lucca; le sezioni di Livorno e Lucca dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini l’Università dell’Età Libera di Lucca; il Comitato provinciale lucchese per la promozione dei valori risorgimentali; le sezioni di Livorno e Lucca dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini; la stampa locale on line e di carta che ha finora correttamente riportato l’articolarsi delle posizioni; tanti, tanti cittadini/e che in varie forme hanno voluto esprimere le loro perplessità e valutazioni circa gli incerti destini di questa importante istituzione culturale della città.
E se magari, dai e dai, l’uomo con la pistola riuscisse a sfangarla?



