Anche per quest’anno si è rinnovata la magia della Luminara di Santa Croce, con l’assoluta novità di trovare, al termine del tragitto, all’interno della cattedrale, un Volto Santo completamente restaurato dopo cinque lunghi anni. In una splendida sera di metà settembre, la cerimonia più antica di Lucca ha preso il via, come ogni anno, dalla basilica di San Frediano. Migliaia di lumini accesi alle finestre, sui davanzali, sulle facciate dei palazzi storici ed ai bordi delle strade hanno trasformato il centro storico in uno scenario dorato. Camminando lungo il percorso della processione, quello che è saltato all’occhio è stato proprio il maggior numero di lumini rispetto agli anni passati, duemila quattrocento led con luce più calda rispetto a quelli tradizionali in cera. Un’altra novità è stata che, quest’anno, in alcune delle piazze adiacenti alla processione, siano risuonate musiche che hanno riportato la gioia della tradizione secolare. La Luminara ha avuto inizio intorno alle ore 20, a seguito della preghiera da parte dell’Arcivescovo Paolo Giulietti e del raduno delle rappresentanze parrocchiali e dei gruppi storici nella zona di San Frediano. Il corteo si è incamminato lungo il percorso cittadino che lo ha portato in via Fillungo, piazza San Michele, passando per piazza Napoleone fino all’ingresso in cattedrale di San Martino. Intorno alle 20.40 è poi giunto lo stendardo del Volto Santo, che ha preceduto tutta la processione.
A tal proposito vale la pena ricordare come, secondo la leggenda, il Volto Santo sarebbe stato scolpito da Nicodemo, il discepolo di Cristo presente alla Deposizione, basandosi sul vero volto del Salvatore. La statua, nascosta per secoli in Terra Santa, sarebbe stata ritrovata e affidata al mare su una zattera senza remi né vele, che approdò miracolosamente nel porto di Luni nell’VIII secolo. I lucchesi e i lunesi si contesero la sacra immagine. Per dirimere la disputa, il vescovo di Lucca la fece caricare su un carro tirato da due buoi senza guida, lasciando che fossero loro a scegliere la destinazione. I buoi presero la via di Lucca e si fermarono solo quando giunsero in città. I lucchesi accolsero il crocifisso e lo collocarono nella Basilica di San Frediano, ma il mattino dopo il Volto Santo era sparito. Lo trovarono in un orto, esattamente dove oggi sorge il Duomo di San Martino. I cittadini costruirono la cattedrale proprio per ospitarlo, ed è ancora lì, custodito nella sua cappella. Il percorso della Luminara ripercorre proprio quel “viaggio miracoloso”, dalla Basilica di San Frediano alla Cattedrale di San Martino, la sua sede definitiva.
L’ordine di sfilata della Luminara ha seguito le tradizionali regole codificate da secoli. Le rappresentanze hanno proceduto in una sequenza aperta dal grande stendardo del Volto Santo, seguito dalla Croce di Fiori preparata ogni anno dai floricoltori della Versilia e dalla parte religiosa, formata da tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi di Lucca, dalle bande musicali del territorio e dall’Arcivescovo. Successivamente, è arrivata a destinazione la parte civile-istituzionale, ovvero il labaro del Comune di Lucca, il sindaco Mario Pardini e tutte le autorità civili della provincia. Infine, a chiudere la processione, sono stati i gruppi rievocativi in costume medievale. La serata è poi proseguita con la celebrazione del Mottettone che quest’anno è stato firmato dal maestro Luca Bacci.
Foto Alcide



