Avevo deciso di tacere. Anzi, di non scrivere, ma sono stata invitata a farlo e, così, ecco le mie personali esternazioni per quanto riguarda l’Infiorata sulle Mura di Lucca.
Amo il bello, in ogni sua manifestazione. La bellezza, come filosofia di vita, mi ha sempre accompagnato, anche perché cresciuta in una famiglia, a Pietrasanta, che insieme al pane mi dava da mangiare arte. Amo il bello e basta, senza studiare l’artista e la sua opera, ma solo la manifestazione che lo vorrebbe esprimere. Amo la bella donna e il bell’uomo che incrocio per strada. Amo il bello e mi rattristo quando non lo trovo. Sono critica nata.
E, ieri, sulle Mura di Lucca, sono andata per ammirare l’Infiorata, da tanti giorni annunciata come un grande evento. Sono andata perché amo il bello e pensavo di trovarlo. Il raggiungimento di un traguardo mondiale per il guinnes di lunghezza dell’infiorata, a Lucca, mi ha fatto pensare che sarebbe stato uno spettacolo da non perdere. Non ho fatto ricerche online, prima, per trovare immagini della città messicana Huamantla, detentrice del titolo, perché mi son detta che, Lucca e le sue Mura, insieme all’arte che gli italiani hanno nel sangue, avrebbero regalato uno spettacolo grandioso.
Non ho visto niente di tutto questo. Sono salita da Porta Santa Maria e subito, quel lungo tappeto di sabbia, giallino, con un cuore stilizzato ogni tanto, che univa il grande tappeto a quello successivo, mi ha fatto pensare alla minestra in brodo che, non essendo sufficiente per tutti i commensali presenti, si ‘allunga’. Ho proseguito speranzosa. Riconoscendo la bravura degli artisti operanti e la bellezza dei quadri eseguiti, c’era quella lunga striscia gialla, che a un certo punto è diventata poi rossa, che non mi convinceva. Mi è venuto in mente la Via Crucis, con le stazioni che vengono raggiunte una alla volta, nella notte del venerdì santo.
Ho provato a fare una critica alla mia critica, pensandomi troppo severa, ma sentendo altre persone non proprio soddisfatte, come una signora che ha chiesto, ironicamente, a uno dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri che controllavano il movimento della folla: - Ma, l’Infiorata dov’è? - , non mi sono sentita più la sola.
Nonostante i miei giudizi, leggermente feroci, complimenti all’amministrazione comunale per aver raggiunto il traguardo che si erano preposti. Fa piacere vivere in una città sempre sulla cresta dell’onda. Un consiglio per le prossime manifestazioni del genere, tipo la notte bianca che sta per giungere, mi permetto di fornirlo: “Risciò e biciclette vietati”. Ieri, con la restrizione della sede percorribile, non c’era spazio sufficiente anche per questi mezzi. Visto che l’evento aveva avuto un grande successo e di gente ce n’era tantissima, si sono creati non pochi disagi.



