Il SIULP di Lucca torna sulla vicenda relativa alla diffusione, tramite Telegram, della posizione di un posto di controllo della Polizia di Stato da parte di un amministratore pubblico del Comune di Viareggio (l'assessor Salemi ndr). Non è nostro compito entrare nelle dinamiche politiche, e non intendiamo farlo. Ma è nostro dovere - questo sì - segnalare con fermezza tutto ciò che incide sulla sicurezza degli operatori. E quando la sicurezza viene trattata con leggerezza, o peggio, con superficialità istituzionale, non possiamo tacere. Abbiamo apprezzato la convocazione del Questore di Lucca, che ha colto immediatamente la gravità dell’accaduto. Registriamo invece un silenzio che pesa: quello del prefetto di Lucca, al quale avevamo formalmente rappresentato la vicenda, e quello del sindaco e della giunta del Comune di Viareggio. Un silenzio che non è neutrale. Un silenzio che comunica. E ciò che comunica non rassicura. Non chiediamo prese di posizione politiche, né proclami. Ma una parola di vicinanza, una condanna chiara e inequivocabile di un comportamento che - anche se presentato come “innocuo” - può consentire l’elusione di un dispositivo di controllo e aumentare l’esposizione al rischio degli operatori… quella sì, era il minimo istituzionale. Perché se un amministratore pubblico può diffondere la posizione di una pattuglia e le istituzioni non ritengono necessario intervenire, quale messaggio arriva ai cittadini? Che la sicurezza è negoziabile? Che le regole valgono solo quando non disturbano? Che chi espone gli operatori a un rischio maggiore può farlo senza che nessuno dica una parola?



