Il sindaco nell'aula di Palazzo Santini si oppone alla richiesta di convocazione dell'opposizione del Consiglio comunale aperto sul caso di inquinamento alla falda ad Antraccoli e i consiglieri comunali scrivono al Prefetto, affinché si faccia garante della domanda, così come previsto dal testo unico degli enti locali. A spiegare cosa sta accadendo sono i capigruppo consiliari del centrosinistra (PD, Lucca Futura, Sinistra con Lucca-Sinistra civica ecologista, Lucca è un grande noi, Lucca civica-VOLT-Lucca è popolare, LibDem), che hanno sull'argomento trasmesso una nota formale alla Prefetta, Cristina Favilli.
"Perché Pardini si oppone con tutte le forze al Consiglio comunale che abbiamo richiesto? Ha qualcosa da nascondere, dopo l'avviso di garanzia che dalla stampa abbiamo saputo essere stato emesso dalla Procura sulla vicenda al presidente di GESAM RETI da lui nominato, Marco Agnitti? – domandano i consiglieri comunali - Da più di quindici giorni sono infatti scaduti i termini che la legge prevede per la convocazione della seduta da noi richiesta, per domandare in particolare interventi a tutela della sicurezza idrica dei cittadini. Durante la commissione consiliare capigruppo del 23 aprile scorso ci è stata annunciata l'emissione di un parere del segretario comunale in merita a suddetta richiesta, che invero non è mai stato significato. Ma c'è di più. Durante la seduta del Consiglio comunale del 30 aprile scorso il sindaco Pardini è intervenuto direttamente in merito alla vicenda, annunciando che "... il Consiglio aperto su GEAL... su GESAM in questo momento... su Antraccoli quindi coinvolgendo GESAM non si può fare": dichiarazione questa che reputiamo non consona alle sue dirette competenze e tanto più scorretta istituzionalmente, mentre stavamo aspettado l'emissione del parere annunciato dal segretario comunale".
"In ogni caso, la tempistica prevista dal testo unico degli enti locali per procedere alla convocazione (venti giorni) è ampiamente superato, con nocumento delle prerogative stabilite dalla legge per il nostro status di consiglieri comunali e soprattutto degli interessi delle cittadine e dei cittadini lucchesi – concludono i capigruppo consiliari – Per questo abbiamo domandato, formalmente, l'intervento del Prefetto: perché proprio il testo unico degli enti locali prevede che, in caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del Consiglio, provveda lui, previa diffida. La vicenda dell'inquinamento della falda è a nostro avviso grave e lo diciamo da tempo: è ingiustificabile che non se ne voglia parlare in Consiglio comunale, la principale istituzione cittadina".



