Trasferta negli Stati Uniti per Federico Favali che ha appena partecipato a due congressi internazionali presentando, tra l'altro, il suo finale di Turandot.
Il primo appuntamento è stato a New York, dove è stato invitato da Cuny (City University of New York, il sistema di università pubbliche della città di New York) a un congresso sulla compositrice finlandese Kaija Saariaho organizzato in concomitanza con la prima rappresentazione alla Metropolitan Opera House della sua ultima opera Innocence.
Poi la trasferta è proseguita a Boston, dove ha partecipato a un simposio sull'opera di Puccini Turandot, organizzato da Deborah Burton della Boston University.
«Ho avuto la possibilità di presentare in anteprima mondiale il mio finale della Turandot che ho terminato recentemente», spiega Favali. L'opera originale infatti arriva fino al momento della morte di Liù e poi è rimasta incompiuta a causa dell'aggravarsi delle condizioni di salute di Puccini, che poi è morto il 29 novembre 1924.
«Il mio finale si intitola The Fifth Enigma (Il quinto enigma) – prosegue -. Sono rimasto fedele al libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni cambiando solamente un punto esclamativo in punto interrogativo. La particolarità è che Calaf lascia la scena alla fine dell'opera e, dopo i tre enigmi posti da Turandot e il quarto enigma posto da Calaf, che chiede a Turandot di dirgli il suo nome, sono io a porre un ultimo enigma al pubblico: capire se Calaf rifiuta Turandot o se invece Turandot segue Calaf e la storia ha un lieto fine».
Il simposio di Boston è solamente la prima occasione per presentare questo finale. «In questo momento sto facendo la registrazione e sarà pronta per il congresso del 2 maggio, alla Casa italiana Zerilli-Marimò a New York».



