Ho fatto alcune prove per vedere come funziona l’I.A. (qualcuno la scrive alla maniera americana, A.I., acronimo di Artificial Intelligence). Mi sono abbonato a ChatGPT Go, la versione più economica e con meno possibilità rispetto alla Plus, e ho provato a darle indicazioni per realizzare dei disegni. Bastano pochi dettagli. L’Intelligenza si mette subito al lavoro e, in meno di un minuto, produce il disegno richiesto. Se c’è qualcosa che non va, glielo dici e lei corregge immediatamente. Puoi farle fare tutte le correzioni e le variazioni che vuoi. Lei ubbidisce ed esegue.
La mia terza edizione di “Lucchesia bella e misteriosa. Storie e Leggende” comincia con 15 leggende illustrate dalla bravissima Giuliana Ricci che, però, a un certo punto, ha dovuto interrompere il lavoro per ragioni di famiglia. Peccato, perché è davvero in gamba. E io? Come potevo fare? Cercare un’altra illustratrice? No, mi sono detto, voglio provare l’I.A. Le altre 35 leggende che rimanevano da illustrare le ho realizzate con l’aiuto dell’I.A. Chi comprerà il libro potrà vedere quanto bene essa abbia operato.
Credo che in futuro, anche se il risultato sarà meno artistico, molti autori che si auto pubblicano illustreranno le proprie opere rivolgendosi all’I.A., risparmiando notevolmente sui costi. Ma quando l’I.A. si sarà ulteriormente evoluta e perfezionata, credo che vi si rivolgeranno anche le case editrici tradizionali, comprese le maggiori.
In questi giorni, però, ho voluto fare altre prove. Ho preso una recensione cinematografica scritta da mia moglie, lunga circa cinque pagine, e l’ho incollata all’I.A. affinché la traducesse in francese. Detto fatto: in meno di un minuto mi è stato consegnato il testo tradotto.
Non mi sono accontentato. Ho voluto chiederle di scrivermi un giallo. Le ho tracciato, in appena tre righe, la trama che desideravo sviluppasse e le ho chiesto di ampliare il testo fino ad arrivare a circa 120 pagine. Si è messa al lavoro e, facendomi spalancare gli occhi per la meraviglia, in pochi minuti ha prodotto il testo, già impaginato, compreso l’indice.
Direte: ma come può sostituire un narratore che cesella il proprio lavoro e vi mette l’anima? È vero. Ma le leggi economiche stanno automatizzando sempre più la nostra società, e questo tipo di autore è destinato a sparire. Non avremo più Molière, Zola, Balzac, Dickens, Hardy, Tolstoj, Dostoevskij, Mann, Proust, Cervantes, Manzoni, Hemingway, Steinbeck, e così via. Non ne nasceranno più, perché chi desidera scrivere un romanzo saprà che basterà affidare all’I.A. due o tre righe della trama che vuole sviluppare, e il gioco sarà fatto. Lei, la nuova autrice universale, avrà già imparato come accontentarlo.
Un autore che sa di poter contare su un proprio pubblico sarà in grado di guadagnare molto denaro affidandosi all’autopubblicazione, per esempio attraverso Amazon. In pochi secondi, ogni volta, detterà una trama diversa; l’I.A. gli consegnerà il manoscritto e lui lo farà stampare da Amazon, acquistandone ogni volta fino anche a 999 al prezzo di 3/4 euro, e talvolta anche di meno. Venderà il romanzo a 15 euro e l’enorme guadagno sarà tutto suo. Per scriverlo, grazie all’uso dell’I.A., avrà consumato meno di tre minuti del proprio tempo.
Se saprà inventare trame sempre nuove e accattivanti, potrà decidere di pubblicare ogni anno quanti libri vorrà e diventare presto un nuovo Paperon de’ Paperoni. Gli scrittori che passano mesi e anni a scrivere un romanzo saranno presto soltanto un ricordo della storia.
Per quanto mi riguarda, ho deciso di affidare all’I.A. il compito di scrivere un romanzo sulla base di una mia trama. Mi ha già scritto 3 romanzi. Che ne ho fatto? Li ho pubblicati su Amazon con il sottotitolo: “Tratto da una trama di Bartolomeo Di Monaco, questo libro è stato scritto dall’I.A.”. Ne vorrò fare una piccola collezione. I 3 libri mi costano meno di 3 euro ciascuno. Capirete che è una cuccagna, ed io ogni volta mi divertirò a scoprire come l’I.A. ha svolto la trama (il tema) che le ho assegnata. La lettura, in questo caso, ne converrete, diventa anche un gioco divertente.
Insomma, ne ordinerò ogni volta 1 o 2 copie e leggerò il romanzo come cosa nuova, con lo stesso interesse e la stessa curiosità con le quali leggo un romanzo appena acquistato in libreria. Dimenticavo: se richiesti, l’I.A. offre anche la copertina bell’e pronta e la descrizione della quarta di copertina. Ossia un libro pronto e completo per la stampa. E all’autore non resta altro lavoro da compiere, poiché ha fatto tutto il sapiente mostro tuttofare della tecnologia.
Ho appreso anche un’altra cosa, e questa mi interessa assai. Quando scrivo un articolo, come per esempio questo, faccio molti errori di battitura. Ho scoperto, mettendola alla prova, che l’I.A. viene in mio soccorso anche in questo caso. Basta inserire il testo originale con gli errori e chiederle di correggerli. È questione di un attimo. Si copia-incolla il testo corretto, si controlla che tutto vada bene e si spedisce l’articolo, pulito da ogni tipo di errore.
C’è chi ha paura di questo strumento rivoluzionario. Io no. Fino a oggi ne ho sperimentato con gioia le utilità nel mio lavoro. Le do, perciò, il mio benvenuto.
Con l’Intelligenza Artificiale narratori, traduttori, illustratori e quant'altro spariranno
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
04 Novembre 2026
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