È la malattia più insidiosa dei nostri tempi. Ci colpisce quando meno te l’aspetti, come una gran truffatrice. Vittorio Gassman, il grande attore di cinema e di teatro, ne era afflitto. Oggi si è saputo di Vittorio Sgarbi, una celebrità che è sempre stata turbolenta e vivace. A entrambi non è mai mancato nulla, né fama né denaro. Eppure, sani per tutto il resto, la depressione li ha depredati della loro personalità.
Si fatica a uscirne ed è richiesta una forza di volontà immane, capace di trasformare il veleno in una medicina; trasformare il processo che vorrebbe distruggerci in una nuova energia che ci riconcili con la vita.
Ho avuto anch’io dei momenti deboli, non di depressione, ma di una tristezza che le somiglia, soprattutto al tempo in cui soffrivo di acufene all’orecchio sinistro. La depressione conduce al pensiero della morte; ci si sente stanchi di vivere, e inutili. A me questo non è successo, ma a coloro di mia conoscenza che cadevano nella malattia ho sempre consigliato, piuttosto che attendersi qualche miracolo dalle medicine, peraltro, per carità, molto utili, di affidarsi alla visione di film che hanno come protagonista il grande Totò.
Nei mesi che ero afflitto dal forte acufene e mi ero rivolto alla Santa lucchese Gemma Galgani, mi aiutavo a sopportare il sottile maleficio (così lo considero) guardando alla Tv i film di Totò, prelevati dalla mia collezione.
Vale più di tante medicine affidarsi a lui, e finire sommersi dalle risate che sapeva regalarci. Ne ricordo alcuni, che furono per me davvero un toccasana: Miseria e Nobiltà; Signori si nasce; Totò e la malafemmina, Totò le Mokò, Totò sceicco, Guardie e Ladri, La banda degli onesti.
Le continue risate coprivano l’acufene ed io dimenticavo di averlo. Poi, naturalmente, alla fine della visione, tornava a farsi sentire, ma mi aiutava l’allegria e il buonumore che Totò mi aveva regalato.
Se avvertite un processo depressivo in atto, che vi sta attanagliando, seguite il mio consiglio: oltre che alle medicine, affidatevi anche ai film di Totò.
Totò non è nuovo a questi doni. In vita, lui che guadagnava molti soldi, non li ha fatti mancare ai poveri che incontrava e ai suoi colleghi attori che se la passavano male. Non si è mai rifiutato di aiutare il prossimo. Era generoso e buono di cuore. Lessi che la sua tomba si trovava in cattive condizioni. Spero che le sia stato restituito il decoro che merita, e che la si preservi come un dono raro ricevuto dal destino.
Ma Totò è stato anche un poeta e un autore di canzoni. Ne ha fatte tante e chi guarda un suo film non sa che la canzone che ascolta è stata scritta, e anche musicata (s’intendeva anche di musica), da Totò. Chi non conosce la canzone Malafemmina: è sua, famosissima e intramontabile.
E nel campo della poesia, chi non conosce ‘A livella, d’una bellezza sconvolgente che ci richiama alla memoria Edgar Lee Masters e la sua Spoon River Antology.
Ma è tempo che mi congeda da voi e lo faccio volentieri per andarmela a leggere, accompagnato dalla canzone Malafemmina interpretata da Roberto Murolo, le cui parole e la cui musica appartengono a Totò.
Ci vuole Totò contro la depressione
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
12 Ottobre 2026
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