“Il punto prelievi dell’edificio A dell’ospedale Campo di Marte, con accesso diretto dal lunedì al venerdì (ore 7.15-10.15), dovrebbe garantire fino a 150 prestazioni al giorno. Nei fatti, le prestazioni sono calate di un terzo e i numeri disponibili si esauriscono nel giro di 15-20 minuti dall’apertura. Il risultato è evidente: per ore continuano ad arrivare persone che, dopo lunghe attese, sono costrette a tornare a casa senza aver effettuato il prelievo”. Così inizia la denuncia del giornalista Luciano Simonelli sull’annosa questione dei disagi all’ospedale di Lucca.
“Molti cittadini non hanno la possibilità di presentarsi all’alba come suggerito dal personale per assicurarsi un posto: per loro l’accesso al servizio diventa un tentativo affidato alla fortuna, più che un diritto garantito- prosegue Simonelli- La concentrazione di un centinaio di utenti già all’apertura genera inoltre situazioni di forte affollamento anche nelle sale d’attesa: ottenere un numero alle 7.30 può tradursi in oltre due ore di attesa. Né va meglio a chi prova la strada della prenotazione tramite il portale ZeroCode, che attualmente rimanda al mese successivo”.
Una situazione nuova e preoccupante, segnata da disservizi inediti rispetto agli anni passati: “Legittimo chiedersi cosa sia cambiato nell’organizzazione del servizio. Ci sono carenze di personale? Sono state introdotte procedure che hanno ridotto la capacità operativa? Di fronte a questa vera e propria emergenza, perché non valutare soluzioni immediate, come la riapertura del servizio il sabato mattina?- conclude Simonelli- Alla luce di quanto osservato, ascoltato e vissuto in prima persona, chiedo all’azienda USL Toscana Nord Ovest di chiarire se questa debba essere considerata la nuova normalità oppure una fase transitoria. In quest’ultimo caso, quali interventi concreti si intendono adottare per ridurre i disagi, e in quali tempi? La sanità pubblica deve tornare a garantire efficienza e accessibilità, nel rispetto della dignità dei cittadini utenti e del lavoro degli operatori sanitari”.



