Dopo i chicchi grossi come arance che hanno martoriato diverse località, ecco la novità: una piccola perturbazione in arrivo dalla Francia prepara il colpo successivo, prima ancora caldo africano, poi nubifragi e grandinate su alcune zone, con raffiche capaci di provocare danni seri.
La situazione che abbiamo visto in questi giorni, soprattutto sui social network e su alcuni servizi televisivi, è quella di automobili ridotte a colabrodo, parabrezza sfondati, tetti perforati. Insomma, danni ingentissimi mostrati da varie località di Lombardia, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, che raccontano meglio di qualsiasi cronaca scritta o a voce di cosa sia capace di combinare un temporale estivo quando trova l'atmosfera carica di energia come lo è in questi giorni. Sono caduti chicchi anche di oltre 10 centimetri di diametro, in alcuni casi persino di più, come quelli grossi sino a 15 centimetri segnalati nel Teramano.
Sono migliaia i veicoli danneggiati, le abitazioni colpite, le coltivazioni azzerate in pochi minuti. Adesso il tempo atmosferico ci lascia con il fiato sospeso, perché la pausa durerà poco: un nuovo assalto temporalesco è già in agguato.
Una tregua breve, ma c'è dove fa anche caldissimo
Le altissime temperature subtropicali, anzi, da deserto del Sahara, si stanno ritirando, anche se pure ieri si sono raggiunti i 42°C in Sardegna e Sicilia, così come sembrano essersi conclusi i temporali.
Insomma, viviamo una sorta di brevissima pausa meteo. Un allentamento del caldo, specie al nord Italia, dove però ampie aree rimangono alle prese con le notti tropicali, ovvero con temperatura minima sopra o uguale ai 20°C.
Nel fine settimana il contesto meteorologico tornerà a farsi decisamente estremo, e non è un modo giornalistico per attrarre l'attenzione del lettore: c'è altro meteo estremo in arrivo.
Giungerà una piccola ma insidiosa perturbazione proveniente dalla Francia, un sistema non imponente che però, per effetto di esplosivi contrasti termici, sarà capace di innescare una sequenza di temporali. Ma attenzione, dapprima il suo flusso d'aria calda farà impennare la colonnina di mercurio su tutta l'Italia, tra sabato 25 e la mattina di domenica 26 luglio. Poi arriverà il settore freddo della perturbazione, sotto forma di temporali anche violenti, grandine, nubifragi e raffiche di vento simili a quelle che abbiamo già vissuto. Avremo in Italia un weekend spaccato in due, esattamente come i modelli matematici avevano annusato già a inizio settimana.
Il caldo si accentuerà per circa 24 ore
Ecco pronto un sussulto del promontorio anticiclonico subtropicale a rispedire nel Mediterraneo temperature eccessive. Il cuore pulsante dell'anticiclone africano resterà letteralmente incollato tra Marocco e Algeria, e non andrà proprio via.
Un caldo intenso pronto a tornare anche in Italia. Servirà anche solo una corrente che precede una perturbazione per portare la calura con valori fino a 40°C su varie località del sud Italia, Sardegna e Sicilia.
La rapida impennata termica spingerà la colonnina su valori importanti domenica su Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo. Anche la Val Padana avrà la sua momentanea vampata africana, con temperature massime sabato 25 luglio comprese tra 34°C e 35°C.
A Milano, Torino e Bologna si tornerà a cercare l'ombra sul lato giusto della strada (non che ora non sia necessaria), quella dove l'asfalto non restituisce calore fino a sera. Nel frattempo, sulle Isole Maggiori il discorso resta di altra natura: Sicilia e Sardegna rimangono nella fornace anche quando il resto del Paese respirerà appena.
Domenica 26 luglio, il rischio di fenomeni estremi
Ed eccoci al punto: dopo l'improvvisa risalita termica, il transito del fronte freddo legato alla perturbazione potrà innescare temporali violenti, alimentati da un contrasto termico. Aria bollente accumulata nei bassi strati, aria più fresca in quota che scivola sopra. La miccia, insomma, ideale per le supercelle, ovvero quelle aree temporalesche che provocano danni.
Le regioni settentrionali restano le più esposte. In particolare Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, dove domenica 26 luglio il rischio di grandinate con chicchi di grosse dimensioni sarà elevato, accompagnato da raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari. Attenzione, non vuol dire che avremo temporali ovunque: come si dovrebbe sapere, questi sono fenomeni che si manifestano su scala locale; perciò, se da una parte questo rassicura, dall'altra preoccupa, perché dal bel tempo si può passare alla tempesta improvvisa e di breve durata, e ritrovarsi con ingenti danni.
Il meteo del Centro e del Sud
Resta da capire, perché i modelli matematici d'estate e in condizioni particolari come questa indicano traiettorie differenti, come si muoverà questo ammasso temporalesco tra la sera di domenica e la giornata di lunedì 27 luglio.
Le proiezioni meteo indicano un possibile scivolamento verso le regioni centrali e meridionali, con instabilità e precipitazioni anche di forte intensità su Toscana, Umbria, Abruzzo e basso Lazio, mentre sulla Campania un peggioramento temporaneo potrebbe materializzarsi già dal pomeriggio. Ma attenzione, la previsione non è affatto chiara, come ho scritto prima.
Al sud e sulle Isole Maggiori, salvo eccezioni, dovrebbe prevalere il bel tempo e il caldo intenso.
Inoltre, da martedì 28 luglio le condizioni meteo tenderanno poi a stabilizzarsi quasi ovunque, con al più qualche addensamento locale privo di conseguenze.
Un dettaglio che vale la pena tenere a mente: quando l'anticiclone si ritira e rientra con questa rapidità, i fenomeni non si limitano a rinfrescare l'aria, ma sfociano in manifestazioni violente, non sono affatto benefici per le piogge, e sarebbe meglio non avere alcun cambiamento del tempo di tale natura, come ho descritto. Di certo, però, questo caldo intenso, specie tra Sardegna e Sicilia, deve mollare la presa, perché è difficile da vivere nella quotidianità.



