Anno XI 
Mercoledì 4 Febbraio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Confcommercio
27 Aprile 2020

Visite: 374

"Il decreto annunciato domenica sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte segna la condanna a morte definitiva per molte tipologie di attività. Il Governo ci ripensi e anche in fretta: è impensabile per i nostri imprenditori poter attendere fino all'1 giugno per riaprire". 

E' una bocciatura netta e chiara quella che arriva dal direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia – Province di Lucca e Massa Carrara Rodolfo Pasquini, riguardo alle ultime novità sull'emergenza coronavirus annunciate da Conte: "Purtroppo – afferma Pasquini – questa è solo la punta dell'iceberg di un problema ancor più grande: il nostro Paese è governato da una classe politica incompetente senza coraggio, visione e rispetto. Il tracollo dell'Italia è vicino, specie dal punto di vista economico. I nostri imprenditori stanno vivendo sulla loro pelle settimane contraddistinte da un enorme senso di responsabilità da parte loro, considerando che molti hanno chiuso prima ancora che glielo imponesse il Governo; di contro però stanno ricevendo da chi guida il Paese solo incertezze, aiuti vaghi e per lo più rimasti sinora solo sulla carta. E soprattutto, la totale assenza di una vera strategia per la ripresa". 

"La misura – insiste Pasquini - è colma: le nostre imprese non ce la fanno più e non hanno la forza per continuare a navigare a vista per un altro mese, La sensazione è che dietro il paravento delle norme di sicurezza anti-contagio si nasconda in realtà l'incapacità di assumere scelte coraggiose e senza precedenti che davvero aiutino l'economia a ripartire. Oltre a mille incertezze normative: le concessionarie d'auto, ad esempio, ad oggi ancora non sanno quando potranno riaprire, ma l'elenco sarebbe lungo. Lo abbiamo detto tante volte: qua in ballo non c'è solo il futuro del tessuto produttivo, che vede nelle piccole e medie imprese il suo motore, ma anche quello sociale e lavorativo. Ma il Governo, incomprensibilmente e drammaticamente, sembra continuare a non capirlo. O peggio ancora, ad ignorarlo". 

"In tutto questo – termina Pasquini – è arrivato il momento che anche la nostra confederazione faccia sentire forte e chiara la sua voce dai più alti vertici nazionali: in queste settimane i nostri principali sindacati, come ad esempio Fipe, hanno battuto più volte i pugni sul tavolo denunciando la drammatica situazione vissuta dagli imprenditori. Ma posizioni altrettanto forti non sono emerse da Confcommercio Italia. Ed è ora di invertire subito la rotta, perché è questo che il mondo del commercio chiede a gran voce".

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Aperto il bando che porterà alla possibile riqualificazione di una porzione della Manifattura Tabacchi: “Sembra essere un'operazione meritoria.

Spazio disponibilie

Gli assessori Tatiana Gliori (ambiente e protezione civile) e Matteo Marcucci (lavori pubblici), in rappresentanza del Comune di…

Spazio disponibilie

Domani sera, alle ore 21:30, appuntamento con la terza puntata di Cuore Rossonero, la trasmissione prodotta da Retemia,…

Secondo appuntamento con il Club del libro, domani (mercoledì) alle ore 17.00 presso la biblioteca comunale “Sirio Giannini”…

L'allerta meteo, di livello giallo, per rischio idrogeologico idraulico reticolo minore attualmente in corso, è prorogata fino alla…

Buon compleanno a Laila Andreoni, nota agente immobiliare lucchese, che il 3 febbraio compie gli anni e festeggia…

Spazio disponibilie

“Certificata l’alleanza tra Del Ghingaro e la destra di Fratelli d'Italia e Lega. Questa svolta politica era nell'aria…

Resterà aperta fino al 12 febbraio al Museo Athena la mostra "Il carnevale e le sue origini. Breve…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie