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Scritto da Redazione
Confcommercio
15 Luglio 2025

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Martedì 22 luglio è in programma a Roma la presentazione del manuale sul dumping contrattuale nei pubblici esercizi. L'evento, a cura di Fipe Confcommercio Italia e rivolto ai soci, rappresenta un'importante occasione di confronto su un fenomeno nei confronti del quale il Sistema Confcommercio è impegnato da tempo a tutti i suoi livelli, con l'obiettivo di promuovere maggiore trasparenza, legalità e tutela delle imprese e dei lavoratori. "Il fenomeno del dumping contrattuale – afferma il presidente provinciale di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca Antonio Fava -, ovvero l'applicazione di contratti collettivi nazionali non rappresentativi, che offrono condizioni peggiorative rispetto ai contratti sottoscritti da organizzazioni come la nostra, continua a crescere in modo preoccupante. Oggi si contano 41 contratti "pirata" applicati nel settore dei pubblici esercizi, che coinvolgono un numero crescente di lavoratori e imprese, alimentando una concorrenza sleale e minando i diritti fondamentali dei dipendenti". "Oggi – chiude Fava - il contratto collettivo nazionale sottoscritto da Fipe Confcommercio resta il più applicato nel settore, con una copertura che supera il 92 per cento. Tuttavia, ogni forma di concorrenza al ribasso sulle condizioni di lavoro rappresenta un serio pericolo, non solo per i lavoratori, ma per l'intero sistema imprenditoriale. Per questo è importante partecipare alla giornata di Fipe, per informarsi e condividere". I dati raccolti da Fipe evidenziano differenze molto evidenti: un cameriere di sala inquadrato al quarto livello, ad esempio, percepisce con il contratto Fipe una retribuzione lorda mensile di circa 1430 euro, mentre con un contratto pirata può scendere anche sotto i 1100 euro, con una perdita annua che supera i 3900 euro. Un cuoco inquadrato al terzo livello percepisce secondo il contratto nazionale sottoscritto da Fipe circa 1560 euro lordi mensili, contro i circa 1200 euro previsti da alcuni contratti pirata, con una differenza mensile di oltre 350 euro. A queste disparità economiche si aggiungono quelle normative: i contratti pirata spesso non riconoscono maggiorazioni per lavoro festivo e notturno, riducono la retribuzione in caso di malattia o posticipano l'indennizzo, e prevedono una flessibilità eccessiva nell'orario e nell'organizzazione del lavoro, a scapito dei diritti dei lavoratori. "Quella di Fipe ai contratti pirata– aggiunge la direttrice di Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara Sara Giovannini – è una lotta non solo giusta e condivisibile, ma che non investe purtroppo il solo settore dei pubblici esercizi. I dati che ci giungono dallo studio su scala nazionale realizzato da Adapt, in materia di dumping contrattuale, sono impressionanti e coinvolgono numerose figure professionali dei comparti del commercio, del turismo e dei servizi. Parliamo di contratti che – se rapportati a quelli sottoscritti dal Sistema Confcommercio – comportano perdita fra i 3 e i 4 mila euro annui per ciascun lavoratore, con punte che possono arrivare fino a 6 mila euro". "Per queste ragioni – aggiunge Giovannini -, riteniamo che una delle strade da percorrere sia il contrasto deciso da parte delle autorità preposte a questi contratti pirata. Confcommercio è in prima fila, pronta come sempre a fare la sua parte nel collaborare con gli organi di controllo, ricordando come siano previste anche pesanti sanzioni per i soggetti non in regola. Sanzioni che prevedono ad esempio il recupero del differenziale contributivo per chi applichi contratti sottoscritti da rappresentanze minoritarie. O che, per fare un altro esempio, prevedono pene pecuniarie comprese fra i 240 e i 1800 euro in caso di violazioni sull'orario di lavoro da parte dei datori". "La questione dei cosiddetti accordi pirata– insiste la direttrice -, è bene sottolinearlo, investe poi a cascata anche quegli enti bilaterali costituiti da sindacati e associazioni datoriali meno rappresentativi, spesso con l'obiettivo di eludere i contratti collettivi nazionali più diffusi e applicare condizioni meno favorevoli ai lavoratori. Ed è anche nei loro confronti che va esercitata una forte azione di contrasto". "Proprio in questi giorni – chiude la direttrice – il Fondo Est, ente che garantisce assistenza integrativa al servizio sanitario nazionale per tutti coloro che rientrino nel contratto collettivo nazionale del terziario e del turismo, ha reso noto che a partire dal prossimo 1 settembre anche i figli minorenni dei lavoratori avranno diritto di accesso a prestazioni sanitarie in materia di lenti, occhiali e ortodonzia. Una preziosa opportunità in più che dimostra in modo inequivocabile l'importanza di rientrare nelle condizioni previste da contratti sottoscritti da associazioni di categoria e organizzazioni sindacali realmente rappresentative".

 

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