60 candeline, 60 edizioni, 60 anni di ospiti, eventi ed emozioni: ha inizio oggi la sessantesima edizione di Lucca Comics & Games, una celebrazione delle nozze di diamante tra la città di Lucca e la manifestazione che, anche tra dibattiti e disagi, l’ha fatta ascendere al firmamento delle capitali mondiali della cultura pop.
A dare ufficialmente inizio a un’edizione che si ripromette più che mai ricca di appuntamenti e incontri è stata la tradizionale cerimonia di inaugurazione che ha avuto luogo nel teatro del Giglio Giacomo Puccini, apertasi con l’inserimento nella Walk of Fame di Lucca Comics & Games dell’autore del poster di quest’anno: Claudio Castellini, indimenticabile disegnatore di Dylan Dog e Nathan Never.
A lui è stata affidata la relazione del primo meta-poster nella storia del festival: un poster che in sé racchiude quelli delle passate edizioni, con i personaggi che l’hanno fatta da protagonista nelle più recenti e iconiche versioni del poster del festival accompagnati e come protetti dal suo supereroe.
“Direi che è il coronamento della mia carriera: Lucca mi ha visto nascere come autore- ha dichiarato Castellini, lui stesso nato nel 1966 come il nostro Lucca Comics & Games- Ho provato da subito un trasporto artistico ed emotivo molto grande per il tema che quest’edizione porta con sé: legacy, all’insegna del passaggio di eredità, di sogni, energie in senso artistico ma non solo, che passa di generazione in generazione, rendendoci co-autori di un racconto comune”.
Legacy è infatti la parola chiave di quest’edizione: l’eredità intesa come ponte tra persone e luoghi, tra generazioni e paesi, in grado di proiettarsi in lungo e in largo nel tempo e nello spazio. “L’appuntamento di oggi segna una fine, ma anche un inizio: siamo qui non a celebrare il passato, ma a inaugurare il futuro- sono state le parole di Emanuele Vietina, l’auto-proclamato dungeon master di Lucca Comics & Games, che dirige e supervisiona le operazioni di questa grande macchina ponendosi però sullo stesso livello della sua community- Negli ultimi dieci anni abbiamo voluto dare un prospetto ancora più internazionale alla manifestazione, rendendola un crocevia di arte e cultura”.
“Questi 60 anni di storia sono un corollario di emozioni e aneddoti: grazie a chi nel 1966 ebbe il coraggio di portare la manifestazione a Lucca intuendo le potenzialità che l’avrebbero resa un patrimonio per la città, la regione e l’Italia; grazie alle persone che negli anni l’hanno sostenuta, difesa e sviluppata man mano; e grazie al sistema Lucca nel suo complesso, alle persone che ogni anno si adoperano affinché la manifestazione sia sicura e tranquilla per ospitare centinaia di migliaia di persone della nostra community- è intervenuto anche l’amministratore unico di Lucca Crea Nicola Lucchesi- Un ringraziamento particolare va proprio a Lucca Comics & Games, che trent’anni fa attrasse un giovane Nicola senza occhiali e con i capelli e lo fece innamorare della sua atmosfera. Questa è l’eredità più vera della manifestazione: la sua capacità di insegnarci che una società migliore con valori importanti è possibile. Soprattutto nella situazione attuale, abbiamo forse la presunzione di rappresentare la luce in fondo al tunnel”.
E la capacità della manifestazione di farsi ponte si esprime anche nella sua ambizione a connettere il pubblico specialmente più giovane con le istituzioni all’insegna delle nuove forme di cultura e comunicazione, con iniziative come quella che Poste Italiane riserva ogni anno ai giorni del festival: il tradizionale annullo di uno speciale francobollo dedicato al mondo dei fumetti. Quest’anno la tradizione è proseguita e raddoppiata, con la presentazione proprio sul palco del teatro di un francobollo dedicato ai 50 anni di Dylan Dog e un altro che strizza l’occhio alle nuove generazioni con un omaggio a Dragon Ball. A celebrare i 60 anni di Lucca Comics & Games si sono aggiunti anche le poste magistrali dell’ordine di Malta e poste San Marino, con dei francobolli dedicati rispettivamente a Pinocchio e agli 80 anni di Lucky Luke.
Ma la protagonista della manifestazione resta indiscutibilmente Lucca, che forse in contrasto con il senso di chiusura che le sue imponenti mura sembrerebbero suggerire è in grado ogni anno di aprirsi e trasfigurarsi in una dimensione fantastica e accogliente: “L’eredità che ci portiamo dentro oggi dobbiamo preservarla. Lucca Comics ha saputo crescere e aprirsi, ed è stata la decisione nel 2006 di riportarla nel centro storico che l’ha resa unica: non ci si difende da quello che abbiamo, ma si guarda a quello che ci sta intorno- ha dichiarato il sindaco Mario Pardini- Lucca Comics & Games è in salute ed è sempre più internazionale: la città vuole essere più internazionale, sapendo che il sacrificio che chiediamo non è poco. Già nel 1967 ci si chiedeva se la manifestazione serve alla città, se è troppo costosa o troppo ingombrante: ogni epoca ha avuto la sua relazione con il festival, e giustamente c’è stato dibattito in città, ma gli amministratori e il gruppo di lavoro sono sempre stati in grado di tutelare e integrare. Questa legacy è importante per guardare ai prossimi 60 anni con passione, ottimismo e fiducia”.
Lucca Comics & Games non è fiore all’occhiello della città, ma anche dell’intera regione Toscana, come ha ricordato il presidente Eugenio Giani: “Questa manifestazione è forse la più importante al mondo nel genere. Al festival delle regioni abbiamo lanciato uno slogan: il futuro è passato da qui. Questa manifestazione ha creato un Comics diffuso in Toscana e in Italia, con piccole manifestazioni che hanno preso spunto da questa, e l’augurio è che iniziative così possano diffondere questa forma di estrema creatività comunicativa. Ricordiamo che il fumetto affonda già le radici nelle espressioni creative del nostro Rinascimento toscano, e che ad esempio i cowboy di Tex sono nati su ispirazione dei butteri maremmani- ha ricordato Giani- Ieri in regione abbiamo ricevuto Go Nagai, l’uomo di Goldrake, di Mazinga e di une versione a fumetti dell’Inferno dantesco: pensiamo a quanta storia e quanta cultura sono passate di qui”.
E il rapporto con il Giappone del sensei Nagai, ospite d’onore di quest’edizione, rimane tra i legami culturali più centrali per la manifestazione, specialmente nell’anno in cui si celebrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia: a ricordare quest’occorrenza è stata ospite della cerimonia d’apertura l’ambasciatrice Hikariko Ono, che ha conferito a Lucca Comics & Games e Lucca Crea un riconoscimento che viene direttamente dal ministro degli esteri giapponese. “Due figure importantissime nel rapporto col Giappone: hanno creato con passione e impegno un legame importante, facendo conoscere al popolo italiano la cultura giapponese”, ha dichiarato Ono.
Altro paese amico di Lucca Comics & Games, anche in virtù del suo ruolo da capofila nel panorama del fumetto, è senza dubbio la Francia: in sua rappresentanza è intervenuta l’ambasciatrice Anne-Marie Descotes, con l’importante compito di consegnare l’onorificenza di chevalier de l’ordre des arts et des lettres da parte del governo della repubblica francese al professor Alessandro Barbero, quest’anno eccezionalmente ospite del festival per presentare il graphic novel dedicato a Garibaldi. Onorificenza che gli era peraltro stata assegnata nel 2005, ma per cui non si era mai trovata l’occasione per una cerimonia ufficiale: l’occasione è stata proprio la cerimonia d’apertura di Lucca Comics & Games 2026.
“Attraverso quest’onorificenza dal 1957 il nostro paese premia le persone che si sono distinte per la propria attività creativa in ambito artistico o letterario o per il contributo apportato alla diffusione e alla valorizzazione delle arti e delle lettere in Francia e nel mondo. Vent’anni fa i miei predecessori ebbero l’intuizione eccellente di proporre il suo nome; già allora le si riconosceva un percorso straordinario, e oggi ha una risonanza particolare alla luce di ciò che lei è diventato e del ruolo che ricopre nella vita culturale e intellettuale italiana, ma anche francese. Il festival celebra 60 anni nel segno dell’eredità intesa come trasmissione e passaggio di storia da una generazione a un’altra: chi meglio di lei potrebbe incarnare questo tema?- ha dichiarato l’ambasciatrice- Il filo conduttore del suo ricco percorso è la trasmissione del sapere: è capace di raggiungere un pubblico vastissimo senza mai rinunciare al rigore storico attraverso tutti i mezzi disponibili. Il suo successo è tale che l’enciclopedia Treccani le ha dedicato un neologismo: barberismo, l’entusiasmo appassionato suscitato dalle sue conferenze e lezioni. Un fatto senza precedenti. Lei ci ricorda costantemente quanto è importante tenere conto della memoria e della storia per affrontare le sfide del presente. A 20 anni dalla sua nomina a cavaliere lei è ancora un grande storico, ancora un grande scrittore, ma è diventato anche una vera e propria rockstar della trasmissione del sapere storico”.
“Provo una gratitudine profonda nei confronti della Francia. Io vengo dal Piemonte, una regione che confina con la Francia e con cui ha avuto sempre un rapporto strettissimo, facendone parte per un paio di volte nel corso della sua storia. Nel 1940, quando l’Italia ha dichiarato guerra alla Francia, in Piemonte ci fu grande sconvolgimento, perché era come fare guerra a una nazione sorella- ha ricordato lo storico- Io ricordo il mio viaggio di maturità a Parigi, ricordo l’anno passato a L’Ecole Normale dove scrissi la mia tesi di dottorato sull’aristocrazia francese; per uno storico, specialmente un medievista, il dialogo con la grande storiografia francese è fondamentale. Parigi è ancora la capitale del mondo, una città che ha tanto da insegnarci”.
E all’insegna della legacy, la cerimonia di apertura si è conclusa con un passaggio di consegne dal presente al futuro: dal maestro Castellini alla piccola Louise Stéphant, la talentuosa artista vincitrice per due anni consecutivi del Petit Fauve d’Or che ha presentato la variant esclusiva del poster della manifestazione realizzato da lei stessa, a soli dieci anni.
“Sono felicissima, ancora non riesco a credere alla fortuna che mi è capitata. Questo disegno rappresenta il futuro di noi disegnatrici e disegnatori”, ha dichiarato Louise.
E con uno sguardo fisso al futuro, il taglio del nastro ha ufficialmente dato il via alla 60esima edizione di Lucca Comics & Games.
Foto Fiorenzo Sernacchioli


