Finalmente il giorno tanto atteso e, per alcuni, temuto, è arrivato. Questa mattina prima Israele, poi, gli Stati Uniti o, se si preferisce, entrambi simultaneamente, hanno attaccato l'Iran, l'impero del male, la testa del serpente, quel cancro che nessun vigliacco paese europeo ha mai avuto il coraggio di mettere al bando. Ancora una volta c'è stato bisogno di Donald Trump e di Bibi Netanyahu, così tanto bistrattati, ma, alla resa dei conti, gli unici capaci di risolvere definitivamente o quasi il problema del terrorismo palestinese nei confronti di Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023. L'Iran è un paese musulmano, l'ennesima dimostrazione che non ci può essere collaborazione né dialogo con chi concepisce l'esistenza come una sorta di totale abnegazione verso valori che fanno a cazzotti con quelli che professa l'Occidente. Solo che quest'ultimo, per colpa dei democratici, progressisti, per la Sinistra in sostanza, non ha gli attributi né la convinzione o la consapevolezza della necessità di agire. Israele ha il diritto di esistere e di difendere la propria esistenza in qualunque modo. Chi non conosce la storia del popolo ebraico e chi, soprattutto, non conosce le sue sofferenze, è meglio che tenga la bocca chiusa perché alla realtà sovrappone l'ideologia. Quello che fa la Sinistra, per la quale sarebbe molto meglio una sconfitta militare per Stati Uniti e Israele. Eppure questi invertebrati della politica verniciati di rosso dovrebbero ricordare la fine che fecero all'avvento del regime iraniano nel 1979. All'epoca tutto ciò che era americano o israeliano doveva morire e oggi non è granché differente. Ma adesso Gerusalemme è molto, molto più potente e in America non ci sono Obama o Biden, ma Trump, un vero amico del popolo ebraico e del popolo americano. Ora nelle Tv dei dementi a una sola dimensione imperverseranno i commentatori filo islamici e antiamericani, ma chissenefrega. Noi stiamo con Israele, sempre e comunque. Oriana Fallaci aveva sul tavolo tre bandierine: Italia, Stati Uniti, Israele. Noi la pensiamo come lei.



