Parli di ciclismo e salta quasi sempre fuori il nome di Ivano Fanini. Lui può raccogliere catalogare e racchiudere sia materialmente che nella sua memoria il suo grande valore storico di successi. Un patrimonio tangibile di oltre 50 anni di storia ciclistica dilettantistica e professionistica in parte esposta nel suo Museo Fanini di Lunata diretto da Stefano Bendinelli.
Anche nel recente Giro d' Italia vinto da Jonas Vingegaard, nella tappa che partiva da Porcari, sia la Rai che Eurosport per voce di Pancani e Magrini è saltato fuori un accenno sulla storia Fanini.
"Ho una lunga storia-risponde il Patron-anche con il Giro d' Italia dove ho vinto 15 tappe fra singole e a squadre ed un anno anche la maglia bianca di miglior giovane con Stefano Tomasini. Ma anche su Vingegaard, vincitore del Giro, c'è una storia collegata a me. Il danese fu scoperto e allenato dal 2016 al 2019 da Brian Petersen, un mio ex corridore. La mia storia con i danesi che portai nella sede di Segromigno meriterebbe un capitolo a parte come quelle legate ai giovani ciclisti che iniziarono a correre nelle mie squadre, provenienti da 44 nazioni. È impossibile quindi che non salti spesso fuori il mio nome."
Sappiamo che stravede per Lorenzo Mark Finn. Può essere lui l'astro nascente del ciclismo italiano ?
"Non italiano ma mondiale. Finn è un talento naturale che scala le salite con una eleganza poche volte vista in passato tra i più forti ciclisti di tutto il mondo e poi è anche un grande cronoman. Ha una predisposizione fisiologica e con fluidità e leggerezza gestisce gli sforzi. Ha doti fisiche e mentali, riesce a gestire e a unire una perfetta gestione del ritmo. Lo seguo da quando aveva 14 anni ed essendo nato nella seconda metà di dicembre correva sempre con atleti più grandi di lui anche di sette-otto mesi ed a quella età anche pochi mesi di differenza si fanno sentire. Durante l' adolescenza anche pochi mesi possono incidere nello sviluppo muscolare e lui pur essendo stato sempre il più giovane staccava tutti in salita con naturalezza. Controllavo le sue immagini e rimanevo stupito quando da allievo faceva già delle imprese ma poi mi convinsi della sua grandezza quando tre anni fa , a soli 16 anni, da Juniores vidi la sua vittoria nella Sandrigo-Monte Corno. A dieci chilometri dal traguardo sferrò un attacco irresistibile in salita vincendo in solitudine. Correva da juniores ma con l' età di un allievo. Mi stupivo come la stampa specializzata non gli concedesse la giusta considerazione già allora. Poi dopo che ha vinto in solitudine il mondiale da juniores a Zurigo due anni fa e quello Under 23, da gareggiante più giovane , a Kigali quando sferrò l' attacco decisivo a 6,5 km. dal traguardo involandosi da solo verso la conquista del secondo titolo iridato consecutivo, allora hanno iniziato tutti a parlare di lui. Ma io lo avevo previsto già diversi anni prima lo spessore di questo atleta che vincerà di sicuro anche il prossimo campionato mondiale."
La Red Bull-Bora-Hansgrohe Rookies lo sta facendo maturare piano piano non spremendolo in troppe gare.
"E' una strategia giusta-risponde prontamente Fanini-per garantirne la longevità e il successo a lungo termine. Ma vedrete che presto si contenderà le tappe di salita con Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Di talenti naturali e grandi campioni per il futuro nel ciclismo italiano vedo soltanto lui."
GIRO NEXT GEN E CAMPIONATO ITALIANO UNDER 23
Siamo alla vigilia di due grandi appuntamenti: Giro d' Italia Under 23 chiamato anche Giro Next e il 28 giugno la prova unica del campionato italiano Under 23 di Lucca, organizzato dall' Unione Ciclistica Lucchese presieduta da Angelo Battaglia. Il Giro d' Italia partirà domenica da Reggio Calabria e si snoderà in 8 tappe per un totale di km. 1082, 1, 14750 metri di dislivello e finale con la cronometro individuale a L' Aquila. Può vincere Finn?
"Due grandi eventi che il giovane talento genovese vincerà. Con le salite e la cronometro finale non potrà sfuggirgli questa occasione su un percorso a lui congeniale. Ripeto: siamo di fronte ad un corridore che di questa portata ne nasce uno ogni 60 anni. Vincerà anche il campionato italiano di Lucca facendo il vuoto nello scalare tre volte il "Pitoro" oppure al passaggio da Chiatri nel finale. Gli sportivi lucchesi potranno gustarsi il suo assolo in maglia iridata nel rettilineo della Via Sarzanese fino all' arrivo di Viale Carducci dove due anni fa si concluse la tappa Genova-Lucca del Giro d' Italia professionisti vinta dal francese Benjamin Thomas."
L' UNIONE CICLISTICA LUCCHESE E LA SUA STORIA CON IVANO FANINI
Ma lei Fanini ha una storia anche con l' Unione Ciclistica Lucchese?
"Eccome se ho una storia. Nei primi anni 80 accettai la presidenza per un triennio, quando la squadra si chiamava Fanini-Unione Ciclistica Lucchese. Nel consiglio c' erano anche dirigenti di lunga data come Carlino Bernardini, Gino Gardini, Luigi Barbafiera, Quirico Bernacchi e Bruno Galeotti. Mi convinsero a fare il presidente e conservo ottimi ricordi in quanto quello è stato il triennio più vincente nella storia della società. Con me la squadra vinceva da 15 a 20 corse a stagione e nel mio Museo conservo alcuni ricordi anche di quella squadra. In contemporanea ero presidente del Team Fanini ed a quei tempi i successi non si contavano fra una e l' altra squadra. Poi non ebbi più tempo e mollai la presidenza della "Lucchese" dedicandomi ad alimentare il mio Team che nel frattempo faceva l' esordio nel professionismo. Mi dispiace che dopo la mia presidenza l' Unione Ciclistica Lucchese non abbia più formato una squadra dedicandosi esclusivamente ad organizzare il Città di Lucca. Auguro il meglio all' attuale presidente Angelo Battaglia, uno che ci mette tanta passione ed anche soldi per organizzare quest' anno la prova unica del campionato italiano Under 23 che ripeto vincerà Finn."
Ha un rammarico nella sua lunga e decorata carriera ciclistica?
"Si. Nonostante gli anni avanzino anche per me e con l' età calino le energie, avrei voluto formare una squadra per lanciare Finn. Incaricai il mio uomo di fiducia Stefano Bendinelli di andare a parlare con l' atleta genovese e con il suo D.S. di allora Bardelli al Giro della Lunigiana qualche anno fa. Non riuscì ad avere il contatto e quindi sfumò questa possibilità. Sarebbe stata la mia più grande scoperta delle tante che ho fatto nella mia carriera ciclistica. Gli avrei messo a disposizione la squadra quando era juniores. Nessun giovane ciclista mi ha impressionato quanto lui."
Ivano Fanini si è distinto come figura chiave delle sue squadre unendo alla visione finanziaria anche quella tecnica. Ha avuto fiuto nell' individuare talenti emergenti contribuendo a farli diventare campioni. Speriamo che anche con Finn si avverino le sue previsioni per la gioia soprattutto del presidente nazionale F.C.I. Cordiano Dagnoni e di tutti gli appassionati di ciclismo che ritroverebbero in lui uno fra i più grandi campioni di tutti i tempi.



