Si è tenuto al Vecchio Gusci di Massa e Cozzile un pranzo fra Ivano Fanini ed Erminio Artoni. Erano quasi 60 anni che non stavano a stretto contatto. Allora, negli anni 60, lo facevano da avversari nella categoria allievi. Artoni correva per la Lando Vinicio Giusfredi, la storica società ciclistica dove è stato il primo atleta tesserato in ordine di tempo, Fanini invece portava i colori del Team di suo padre Lorenzo che fondò il ciclismo a Capannori nel 1948. Due ex ciclisti dalle buone attitudini. Artoni, mantovano, trapiantato a Massa e Cozzile già in età giovanile, era un buon velocista e vinse una decina di corse. Fanini era veloce ma anche esplosivo negli scatti brucianti e strappi brevi ma smise presto di correre per dedicarsi ad una carriera manageriale: a 22 anni era già presidente delle squadre dilettantistiche che portavano il suo nome per poi a soli 33 anni diventare presidente dell' unica squadra professionistica che può vantare la provincia di Lucca. Un' avventura durata per lui fino al 2021 costellata di successi a ripetizione, dalle squadre di dilettanti a quelle dei professionisti. Successi a catena con i suoi corridori provenienti da 44 nazioni: caso unico nella storia del ciclismo mondiale. I suoi ciclisti hanno primeggiato nelle gare in linea compreso il Giro d' Italia dove vanta 15 vittorie di tappa fra singole e a squadre, compreso 76 titoli nazionali conquistati dai suoi corridori in tutto il mondo. Portano il suo nome anche prestigiosi successi (una decina) nel ciclocross a livello professionistico conseguiti nei campionati italiani mentre nella pista, sempre a livello professionistico, vanta anche sette titoli mondiali. È lui che ha globalizzato il ciclismo e questo è stato uno dei motivi per cui ad aprile ricevette, unico presidente professionistico di squadre ciclistiche in Italia, la stella d' oro dal Coni nazionale.
"Ricordo-dice Artoni, quando in una gara che anticipava il campionato toscano allievi, nel 1968 a Pontremoli ero in una fuga a tre pronto per giocarmi la vittoria allo sprint, quando ci raggiunse Fanini che colse il momento di staccarci ed andare a vincere la corsa. Era un atleta furbo ed aveva uno scatto bruciante."
Ma la carriera che Ivano aveva scelto, pur vincendo numerose gare a livello agonistico, era molto più lungimirante, trattandosi di fare il presidente di un Team che con lo stesso nome è durato più di tutti gli altri a livello internazionale, consentendo al Comune di Capannori un aumento della visibilità mediatica con impatto diretto su hotel e attività commerciali.
FANINI-ARTONI STUDIANO QUALCOSA DA FARE ASSIEME?
Un incontro inedito fra i due ultra settantenni, soltanto per ricordare i loro momenti in età giovanile oppure c'è sotto qualcos' altro? Erminio dopo che sua figlia Monica lo portò ad avvicinarsi al volley, si è dato una nuova identità ed oggi è vice presidente di una società importante come la Nottolini Capannori, attualmente inserita nel campionato di serie C con fieri propositi di mirare ai play off nella prossima stagione. Fanini e Artoni, perché no? Potrebbero assieme sviluppare nuovi format ed eventi , o addirittura unire le loro competenze per rifondare assieme una nuova società ciclistica. L' handicap per farlo è l età ma l' entusiasmo non manca loro eventualmente per riprovarci. Erminio possiede una solida rete di relazioni e competenze di marketing strategico. Quindi sarà stato soltanto un tuffo nella storia per rivivere le loro emozioni questo incontro oppure c'è sotto qualcos' altro? Hanno parlato a lungo delle tappe principali della loro rivalità ciclistica in età giovanile sfociata oggi in una grande amicizia e soprattutto in una reciproca stima. Ancora Artoni:
"Fanini ha costruito le sue squadre lanciando talenti a livello globale ottenendo i massimi riconoscimenti a livello nazionale. Ha ottenuto grandi risultati mantenendo bilanci in ordine pur sapendo strutturare un' organizzazione che ha prodotto una continuità di successi con interpreti atleti provenienti da tutto il mondo. Se possiamo fare qualcosa assieme? Perché no? È da riparlarne a tavola in qualche altra occasione."
Sicuramente assieme potrebbero dare uno sviluppo al ciclismo capannorese significativo ed anche necessario in questo periodo così carente di squadre e di protagonisti.



