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Scritto da fabrizio perotti
A.S Lucchese
18 Maggio 2025

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Serviva una vittoria, con qualsiasi risultato, e così è stato. Con un gol di Badje all’88 la Lucchese, in virtù del miglior piazzamento in classifica, ha avuto la meglio su un coriaceo Sestri Levante e ha ottenuto una salvezza che, ad un certo punto, sembrava potesse sfuggirle. Ma al triplice fischio del direttore di gara è scoppiata la festa del popolo rossonero, sugli spalti prima, per le strade dopo e, soprattutto, in conferenza stampa.

Per primo si è presentato, tra gli applausi, mister Giorgio Gorgone con il suo vice Emiliano Testini e il direttore sportivo Claudio Ferrarese. Questo è stato però il preludio all’ingresso dei veri protagonisti di questa sofferta salvezza e cioè tutti i giocatori. Euforia alle stelle, giustamente, e tanta voglia di festeggiare il traguardo della salvezza. Sospesi i cori, è stato il bomber Simone Magnaghi, assolutamente determinante con i suoi gol stagionali, a prendere la parola.

“La prima cosa che ci tengo a dire – ha detto Magnaghi – è grazie al mister, ai ragazzi e a tutto lo staff. È stata un’annata travagliata, ma mi auguro che il calcio, qui a Lucca, vada avanti nelle categorie giuste. Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto, abbiamo lasciato la squadra in Serie C, tra i professionisti, e adesso la palla passa a qualcun’altro. Il campo, per l’ennesima volta, ha parlato per noi”.

È stata poi la volta del condottiero, l’allenatore che ha tenuto in piedi il gruppo quando si è trovato a dover fare i conti con una società inesistente ed un gruppo di persone, tra giocatori, staff e dipendenti, assolutamente abbandonati a loro stessi e lasciati, per mesi, senza stipendi.

“Ho sempre sperato in questa vittoria - ha detto il mister – fino alla fine. Siamo riusciti a riportare tanta gente allo stadio stasera (4.400 spettatori n.d.r.) e questo ci ha ripagato grazie alla loro spinta ed al loro sostegno. La mia soddisfazione più grande di oggi è stata quella di aver dato gioia alle persone, a tutte quelle che ci sono state vicino e ci hanno sostenuto”.

L’ago della bilancia, nonostante le molte occasioni create dai rossoneri, in particolar modo nella ripresa, è stato dalla parte del Sestri Levante che però, alla fine, ha incassato il gol che l’ha condannata alla retrocessione.

“Faccio i miei complimenti al Sestri Levante – ha aggiunto Gorgone. Per come la vivo io, la sconfitta è dolorosa e quindi capisco quale possa essere il loro stato d’animo ma oggi i miei ragazzi sono stati strepitosi, come lo sono stati per mesi. Hanno dato tutto per la maglia a cui, oggi, hanno dimostrato di essere attaccati “pesantemente”. Hanno rispettato questi colori e hanno meritato quello che hanno ottenuto. Voglio ringraziare tutto il mio staff che mi ha supportato, persone e professionisti seri che sono stati qui, nonostante tutto”.  

Intanto, fuori dallo stadio.  si sentono i clacson delle auto ed i cori dei tifosi. È un’atmosfera strana, surreale ma festosa ed in sala stampa c’è soddisfazione per un risultato che ha reso onore ad un manipolo di professionisti integerrimi e determinati.

“Per quello che hanno fatto – ha continuato Gorgone – i ragazzi si meritano un plauso da parte della città e, soprattutto, speriamo che, chi è interessato a questa società, capisca le potenzialità di questo posto, anche perché oggi ho visto uno stadio bellissimo. Mentre i ragazzi si scaldavano ho pensato che la pressione sarebbe stata altissima e che, alla fine, oggi sarebbe potuto essere anche un giorno drammatico, per tutti. Ma, alla fine, è andata bene. Se i giocatori sentono l’affetto delle persone, rendono di più e questo, alle volte, non si capisce”.

La Lucchese si è salvata, nonostante tutto e tutti, in una partita che è assomigliata molto ad un romanzo ed in cui il popolo rossonero si è unito intorno alla propria squadra fino all’esplosione di gioia del gol e, all’ennesima potenza, del triplice fischio finale. “Sono molto felice – ha concluso il mister – e mi auguro che questo posto, una città civilissima e bellissima, possa vivere obiettivi e soddisfazioni diverse”. Il mister si congeda e torna, giustamente, a far festa con i suoi ragazzi. La speranza, adesso, è che il risultato ottenuto con grande sacrificio sul campo, non venga vanificato in un’aula di tribunale.

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