Questa amministrazione comunale si è sempre sciacquata la bocca con una parola, decoro, anzi, con due, decoro urbano. Con ciò intendendo una particolare attenzione alla qualità di coloro che, per un motivo o per l'altro, ma, soprattutto, per aprire un'attività commerciale, fanno ingresso dentro le mura urbane. In via S. Croce il decoro dovrebbe avere un sapore antico vista la storia, ma, a quanto pare, non è proprio così. Fatto sta che proprio oggi pomeriggio alcune telefonate sono giunte in redazione, di protesta contro la giunta e la classica frase del, sono tutti uguali, riferendosi ai politici di destra o di sinistra. E sapete perché? Perché, udite udite, all'inizio di VIa S. Croce crocevia con via Fillungo, starebbe per aprire un negozio che vende calamite e articoli per turisti, per capirci quelli gestiti da srilankesi. Si dà il caso che nella sessa strada, a pochi metri di distanza, ce ne sia già uno, ma allora con quale criterio vengono assegnate le licenze si domandano alcuni commercianti del luogo che vorrebbero vedere maggiore lustro, non un degrado crescente. Giriamo la domanda all'assessore Paola Granucci la quale, sicuramente, saprà dare la giusta risposta. Se fosse per noi, di sicuro negozi di questo tipo potrebbero esserci sì, ma fuori le mura. Lucca merita ben altro per splendere.



